Come stimolare la domanda turistica di una destinazione

Come stimolare la domanda turistica e generare indotto per sfruttare al meglio le potenzialità turistiche di una destinazione?

Il Revenue da solo, infatti, a volte non basta: se una struttura ricettiva si trova in un posto “sfigato”, ad esempio, bisogna pre-occuparsi, in primo luogo, di generare interesse verso la destinazione. E questo può avvenire mediante un progetto congiunto avviato con gli altri partner, al fine di creare sinergie territoriali ed un riposizionamento della location.

In Italia le PMi costituiscono il 99,99 % del totale: per risolvere il problema della parzialità del servizio e delle ridotte dimensioni aziendali l’unica via da seguire è proprio quella della creazione di relazioni associative tra tutti gli stakeholder del territorio (enti – imprese – persone),  ovvero della rete.

Creare valore congiunto puntando sulla specificità del territorio mediante l’unione di risorse e la suddivisione di oneri, per aumentare la sostenibilità del costo dell’innovazione.

In questo modo, tra l’altro, diventa anche possibile:

  • affrontare problemi di carattere infrastrutturale – non credo sia superfluo ricordare che anche il luogo dotato del patrimonio più invidiabile di questo mondo, se difficilmente raggiungibile, è destinato ad essere fruito solo dai residenti;
  • offrire pacchetti turistici integrati per promuovere un servizio a 360 °- il mercato leisure è potenzialmente sconfinato, se si stimola la domanda tutti possono trarre vantaggio dai processi di prolungamento stagionale e dal boom turistico generato.

Ecco cosa vuol dire creare una politica di sviluppo a vantaggio di imprese e cittadini, che darebbe anche un forte impulso all’occupazione e alla crescita di competitività.

Le principali barriere da affrontare? Individualismo e diffidenza, paura del rischio connaturato al nuovo, ancoraggio ad un’ottica di breve raggio (e termine). In altre parole, ecco che si ripresenta il solito problema della scarsa mentalità imprenditoriale di una nazione come la nostra, da sempre collocata ai vertici delle destinazioni mondiali più richieste. In Italia, però, qualche buona idea ogni tanto viene addirittura realizzata, come nel caso del turismo diffuso.

Buona rete a tutti!

  • Sicchan

    è un cane che si morde la coda, perché è vero che dato che sono tutte piccole e piccolissime (conduzione famigliare) imprese dovrebbero associarsi e fare sinergie, ma proprio per la loro mentalità di impresa piccola non riescono a vedere oltre il proprio naso e sono tendenzialmente diffidenti sia verso le imprese ricettive concorrenti che verso il comune. I vecchi gestori sono legati a una visione vecchia del mercato turistico, per la quale la concorrenza si gioca sullo scacchiere locale, con gli altri hotel del paese, mentre ora la concorrenza è a livello di località Vs località.
    come hai scritto tu da qualche parte questo approccio sta cambiando, merito specialmente delle nuove generazioni (i figli dei vecchi albergatori) che han studiato fuori e hanno appreso le prime nozioni di imprenditorialità, marketing ed economia e che tendenzialmente vedono l’albergo più come un’impresa vera e propria che come una “grande famiglia”.

    Buona rete ^^’

    • http://digitalmary.wordpress.com DigitalMary

      Sempre più glocal e più rete per tutti! :)