Cosa ti puoi aspettare da Effetto Google?

Effetto Google di Ken Auletta può aiutarti se sei curioso di approfondire la conoscenza di Google e vuoi saperne di più sulla sua infanzia e adolescenza (in fondo ha solo 13 anni!).

Il libro Effetto Google si articola soprattutto sulle interviste che Ken Auletta ha svolto con:

• fondatori e i finanziatori dell’azienda
• dipendenti, partner e gli amministratori delle imprese concorrenti
• operatori di punta del mondo della pubblicità e del marketing statunitense.

Qual è il segreto del successo di Google? Secondo la tesi sostenuta in Effetto Google, gli ingredienti fondamentali sono la semplicità, la sorprendente lucidità e la purezza delle idee di Sergey Brin e Larry Page, i fondatori del motore di ricerca usato oggi da “oltre il 70 per cento degli internauti in tutto il mondo”.

La scelta di creare un’interfaccia pulita, la velocità di elaborazione dei risultati nelle ricerche, il rigore tecnologico e il rifiuto della pubblicità come fonte di finanziamento (almeno agli esordi), rappresentavano la strada migliore per dare all’utente ciò di cui aveva bisogno: risposte veloci in tempi brevi.

Scrive Auletta: “Per conquistare la fiducia degli utenti volevano una home page semplice e funzionale, priva di pubblicità o di immagini; volevano servire gli utenti facendoli uscire il più presto possibile dal sito per andare al sito di destinazione. Page e Brin non avrebbero speso un penny per pubblicizzare Google [ma] credevano nel passaparola: avevano il miglior motore di ricerca ed erano sicuri che la voce si sarebbe sparsa” (p. 59).

Enfatizzando le influenze dell’ambiente scolastico e familiare dei fondatori, Auletta ricostruisce su Effetto Google le tappe che hanno condotto Google ad essere considerata una minaccia da parte degli attori tradizionali del sistema della comunicazione. E pensare che l’azienda, fondata nel 1998, è nata come motore di ricerca “puro”.

Con la sua smania “ingegneristica” di cambiare il modo in cui si fanno le cose per renderle più efficienti e semplici (ovvero con la sua attenzione quasi maniacale all’usabilità), Google si è affermata, prima di tutto, come strumento di ricerca.

Poi ha iniziato a invadere il territorio dei servizi come portale web (es. Gmail), delle case produttrici di software (es. Google Documents), dei canali televisivi e dell’industria cinematografica (es. YouTube), delle case editrici (es. Google Books), del mondo dell’editoria (es. Google News), delle agenzie di pianificazione pubblicitaria (es. AdSense).

[Come non aggiungere che adesso ci ri-prova anche con i Social network, vd GooglePlus, dopo gli scarsi risultati di GoogleBuzz?]

Secondo Auletta, quello che rende Google unica è la fiducia nella ricerca scientifica e nella sua visione, forse ingenua, di voler rendere il mondo migliore.

Come? Riprogettando in modo logico procedure che appaiono scontate, ma che oggi sono troppo costose da sostenere o poco efficienti.
Nella strada che conduce a questo meta ambiziosa, Auletta spiega che Google si è scontrata contro due formidabili ostacoli, ancora da scavalcare: il diritto d’autore e il trattamento dei dati personali degli utenti.

Interessanti e ordinate la seconda e terza parte del libro sulla storia di Google: l’autore riesce a illustrare decisamente bene l’approccio non convenzionale, incisivo e, a tratti, caotico, dei fondatori, sia verso l’interno sia verso l’esterno dell’azienda. Densa di informazioni e più disordinata, l’ultima parte di Effetto Google cerca di predire cosa succederà tra qualche anno a Google e agli altri media, impantanati in una crisi (quasi) irreversibile.

« L’Amour pour principe et l’Ordre pour base; le Progrès pour but » (Auguste Comte, Sistema di politica positiva)

NB ringrazio l’autore di questo articolo che vuole rimanere anonimo, anche se non ne ho ancora ben capito il motivo.