EMarketer: quali social sono più a rischio per i brand?

L’articolo di eMarketerWhich Are the Riskiest Social Media Sites for Brands?” evidenzia i risultati di alcuni sondaggi – realizzati da Deloitte, Forbes Insights e Altimeter – sulla percezione del rischio connesso ai social media.

Nella primavera del 2012 Deloitte e Forbes Insights hanno rilevato che i dirigenti americani considerano i social media una delle principali fonti di rischio dei prossimi tre anni. Solo il contesto economico mondiale (41%), la spesa pubblica ed i bilanci (32%) e le modifiche normative (30%) – preoccupazioni perenni di ogni impresa che si rispetti, in particolare durante una fase di difficile ripresa economica – sono stati classificati come più rischiosi.

Dallo studio dell’agosto 2012 “Guarding the Gates: The Imperative for Social Media Risk Management ” di Altimeter Group emerge che il 35% dei professionisti che nel loro lavoro ha a che fare con la gestione del rischio connesso ai social media (avvocati, social media manager e responsabili dei reclami) considera Facebook un rischio significativo. Come mostra il grafico sotto, Twitter è stato reputato un rischio significativo dal 25% degli intervistati, mentre il 15% del campione ha valutato nello stesso modo il rischio su YouTube e altri siti di video sharing.

i social media più rischiosi

Twitter permette agli utenti di menzionare facilmente un brand, i messaggi di Twitter si diffondono molto rapidamente e gli utenti possono facilmente retwittare un commento o un post senza verificarne la validità, facilitando quindi anche l’eventuale scoppio di una crisi aziendale.

Facebook può essere pericoloso in modo diverso, perché un post negativo può essere visto non solo dagli amici dell’utente, ma anche da chiunque visiti la pagina del brand. I fan del brand, però, possono anche controbilanciare il rischio e il commento negativo con messaggi positivi.

Il 66% degli intervistati del sondaggio di Altimeter ritiene un rischio cruciale o significativo il danno di immagine del brand. La preoccupazione maggiore successiva è stata la divulgazione di informazioni riservate, fattore di rischio significativo o cruciale per il 32% degli intervistati.

Trovo interessante sottolineare anche come i danni all’infrastruttura informativa e la riduzione della produttività aziendale siano un rischio rilevante solo per il 12% e il 14% degli intervistati. I risultati della ricerca evidenziano una maggiore preoccupazione dei manager verso l’esterno e l’impatto dei social media sull’audience piuttosto che il contrario, probabilmente anche per la loro consapevolezza di una delle caratteristiche peculiari dei social media: l’altissimo potenziale di amplificazione nella diffusione delle notizie, sia in termini di portata che di velocità.

Articolo (tradotto liberamente) e grafici tratti dal post “Which Are the Riskiest Social Media Sites for Brands” – eMarketer

  • Alessandro

    La presenza su Social Network può portare grandi vantaggi o esporre a grandi rischi. Vero. Come tutta la comunicazione. Non credo che il punto sia se ritirarsi o meno dai Social per non correre rischi, quanto entrare in questo media in modo consapevole predisponendo anche piani ad hoc di crisis prevention e management che non possono essere gli stessi pensati per rispondere a una crisi sui media generalisti.

    • DigitalMary

      Anche secondo me non si tratta di quello; chi bazzica anche in minima parte nel mondo social dovrebbe conoscere l’importanza dell’approccio (qualsiasi blog sull’argomento ne parla), il problema è che recepire certe istanze per chi è abituato a ragionare in modo unilaterale è sempre molto difficile. Vero è che un altro aspetto da considerare è il caso concreto di crisis management (es. CostaCrociere e Concordia: qualsiasi cosa l’azienda possa dire in un episodio simile sarà usata sempre contro di lei perché le proporzioni della tragedia sono state immani; in quel caso credo che sarebbe meglio esprimere solidarietà/cordoglio e semplicemente tacere fina a quando non si abbia una notizia davvero rilevante da comunicare) .