Investimenti pubblicitari e Turismo on-line

Saper comunicare l’opportunità di vivere un’esperienza indimenticabile: una buona promozione turistica dovrebbe puntare a questo, più che all’offerta di un servizio. Se volessi azzardare direi che, in questo caso più degli altri, si vendono emozioni. Temo che qualcuno, però, possa pensare a questo punto che io stia parlando di un bene superfluo. Non è così: forse nel caso del soggiorno lavorativo capirlo è più immediato,  ma anche le motivazioni della clientela leisure (riposo o divertimento) rappresentano un bisogno primario.

Tutti gli esseri umani avvertono l’esigenza, prima o poi, di staccare la spina e interrompere la routine quotidiana.

Le statistiche Nielsen relative agli investimenti pubblicitari del commercio nazionale mostrano un quadro preoccupante per il settore turistico. I dati prendono in esame il periodo gennaio-agosto dello scorso anno ed i primo otto mesi del 2010: gli investimenti della categoria TURISMO/VIAGGI sono diminuiti del 14% (da 139.532 € a 119.986 €).

Il grafico sottostante descrive l’andamento dell’advertising di tutti i settori, che ha registrato un incremento complessivo del 5,7 % (il posto peggiore lo ha conquistato proprio il turismo).

 

Per quanto riguarda l’andamento generale dei mezzi, Internet ha guadagnato la prima posizione ed è stato rilevato un suo aumento percentuale del 17,7%.

All’inizio dell’anno (febbraio 2010) la Nielsen ha presentato i risultati della III edizione dell’Osservatorio Multicanalità (in collaborazione con Connexia e il Politecnico di Milano) sulla crescita dei consumatori multicanale in Italia: questa categoria ha ormai oltrepassato la quota dei 20 milioni.

Già da tempo si vociferava che, con l’evoluzione tecnologica e dei nuovi media, il viaggiatore fosse diventato sempre più competente ed informato. Non si segue un percorso lineare nel processo di raccolta delle informazioni (anche perché sul web sarebbe un po’ difficile), ma solo pochissime persone non utilizzano internet per reperire notizie sulle destinazioni da visitare e sui posti dove poter alloggiare.

Il turista moderno, ad esempio:

– digita su Google le parole chiave che più lo interessano (“Vacanze Centro Benessere Toscana” “Hotel quattro stelle Roma”, “B&B Senigallia”);

– esplora i siti web delle strutture ricettive di interesse ( e non supera quasi mai la lettura dei risultati delle prime due pagine dei motori di ricerca, quindi ottenere un buon posizionamento è fondamentale);

– cerca la migliore tariffa garantita su Booking,  o compara i prezzi su Trivago;

– legge le opinioni degli altri viaggiatori su TripAdvisor, che ancora oggi viene ignorato o vissuto con atteggiamento ostile da molti albergatori;

– scambia e condivide contenuti su Facebook e Twitter.

Più di dieci anni fa qualche illuminato ha dichiarato che i mercati sono conversazioni. Che sia arrivato finalmente per tutti il momento di “svegliarsi”?

  • Sim

    Che tripadvisor venga ignorato da molti albergatori è un bene per il consumatore, che non si trova a leggere false recensioni difficilmente riconoscibili… non dare “cattivi” consigli dunque, stai dalla parte del consumatore!

    • http://digitalmary.wordpress.com DigitalMary

      TripAdvisor viene frequentato da moltissime persone, quindi a prescindere da ogni opinione sul suo operato si dovrebbe considerare sempre la sua influenza. Hai ricordato una questione spinosa: ogni recensione di un ospite si basa sempre su parametri soggettivi, inoltre penso anch’io che siano presenti recensioni false (ma quelle “stimolate”, se sincere, non le riterrei tali).
      Che può fare il turista? Girovagare all’interno di numerosi portali/communities per crearsi un’idea più verosimile della struttura che gli interessa, non fermarsi certamente lì. Ho citato solamente il suo esempio perché TripAdvisor è il più conosciuto in Italia, ti ringrazio del tuo commento che mi è servito a chiarirmi.