La viralità e il trash: Il caso Marra

Il trash genera spesso viralità. Perché risulta esilarante, assurdo, sorpassa l’insignificante marea di contenuti piatti che non riescono a catturare l’attenzione.

Mi riferisco all’ultimo spot di Alfonso Luigi Marra, che ha scelto (o rimediato) come testimonial Lele Mora. Non vorrei essere fraintesa, però: questo post non è certamente un elogio dell’immondizia, meglio dirlo subito.

[http://www.youtube.com/watch?v=LsoBYKKTqoI]

Specchio specchio delle loro brame, di’ pure a costoro che ciò che riguarda Marra è sempre la cosa più brutta del reame! Non sono un critico, ma Il labirinto femminile è il libro più straordinario che ho mai letto, e allora mi sono offerto per un euro di rompere io il silenzio assordante di quelli che dovrebbero parlare, ma credo temano causi gli attesi cambiamenti. Leggilo, è davvero bellissimo.

Non bastava “lo strategismo sentimentale che ha rallentato il cammino della civiltà” declamato dalla Arcuri, ci voleva un’ulteriore conferma che ci rassicurasse: al peggio non c’è mai fine.

A questo punto, però, il legittimo sospetto che si tratti di una strategia di marketing si rafforza.  Non credo che all’inizio fossero queste le intenzioni dell’autore (che ama  comunicare  le proprie elucubrazioni circondandosi di intellettuali come la Tommasi e la Yespica), ma adesso ha deciso proprio di “farci”, oltre che di esserci. Purché se ne parli e si diffonda una comunicazione promozionale, a volte si è disposti a tutto. Qualche miglioramento rispetto allo spot precedente, però, c’è stato: la voce di Lele Mora risulta molto più suadente di quella della Arcuri.

Peccato per Alfonso Luigi Marra (un nome altisonante degno del personaggio) che scegliere le vie troppo facili non sempre paghi, almeno in termini di vendite.

Perché il mondo è pieno di cretini, che non si lasciano certo incantare da strategismi e stronzate.