Uno strumento spesso sottovalutato: la newsletter

A volte le aziende preferiscono siglare accordi con agenzie di comunicazione per campagne pubblicitarie di e-mail marketing, ma non utilizzano regolarmente strumenti basilari come la newsletter, che può essere inviata ad un ricco database di clienti.

Non vorrei essere fraintesa: non ho assolutamente nulla in contrario ad iniziative come l’email marketing, utili per convogliare nuovo traffico sul sito e per raggiungere target specifici altrimenti difficilmente raggiungibili (anche perché una cosa non dovrebbe escludere l’altra, tenendo conto dei limiti di budget). Allo stesso tempo sono convinta, però, che il primo passo da compiere sia quello di sfruttare pienamente altre armi potenzialmente efficaci e che dovrebbero essere incorporate come ulteriore asset aziendale, specialmente se a basso costo.

La newsletter può generare notevoli vantaggi, senza dimenticare che, come sempre, le variabili che influiscono sulla buona riuscita di un’azione promozionale sono l’approccio ed il corretto metodo di utilizzo dello strumento. Così come non basta la mera presenza su internet di un’azienda per ritenere di trarre il meglio dal canale web,  non credo che sia egualmente sufficiente l’invio di un contenuto qualunque per ritenere di essere capaci di utilizzare bene uno degli elementi basilari della promozione on-line.

Il primo beneficio della newsletter è costituito dal potente effetto di re-mind: già solo con l’invio, infatti, si ricorda periodicamente agli ospiti l’esistenza di una struttura ricettiva che hanno già avuto modo di apprezzare (e quindi, implicitamente, la possibilità di soggiornarvi di nuovo). Si aumenta anche la frequenza delle visite al sito web (che dovrebbe essere dotato di un Booking Engine ed essere performante in tutti i suoi aspetti), invitando il sottoscrittore ad approfondire in quello spazio i contenuti trattati al suo interno.

La newsletter dovrebbe offrire sempre contenuti interessanti e tarati sulle esigenze dell’utenza, ovvero non ridursi ad essere un mero veicolo di esplicita divulgazione pubblicitaria, altrimenti verrebbe considerata alla stregua di spam.

Nei periodi di bassa stagione si possono inviare offerte particolarmente appetibili o si può promuovere il lancio di altre iniziative (una diversificazione più consistente delle tariffe dovrebbe ormai essere quasi alla stregua di tutti, anche se moltissime imprese non hanno ancora accolto pienamente i principi del revenue management); se l’idea è buona aumentano a dismisura le possibilità di ampliare il passaparola, perché si parte proprio da una cerchia più o meno ristretta di clienti già selezionati ed attenti.

 
Quale migliore motore propulsivo per le proprie politiche commerciali di un cliente che conosce la struttura e che ha avuto già modo di apprezzare i servizi ricevuti?

Sarei proprio curiosa di sapere quante strutture ricettive utilizzano questo strumento in modo regolare ed in che modo.

  • http://danilopontone.wordpress.com Danilo Pontone

    Direi che come post inaugurale non c’è che da farti i complimenti! Brava. Sono d’accordo su tutto, soprattutto quando dici “non basta la mera presenza su internet di un’azienda per ritenere di trarre il meglio dal canale web”.

    Ti ribadisco anche qui il mio in bocca al lupo ;)

  • http://digitalmary.wordpress.com digitalmary

    Ti ringrazio, ho pensato di iniziare parlando di uno strumento il cui utilizzo credevo fosse scontato, ma ho avuto modo di verificare che purtroppo non è sempre così. Crepi il lupo!:)
    Prossimamente parlerò sicuramente della differenza sostanziale tra i vari siti “vetrina” che ancora oggi imperversano e tutte le altre modalità di presenza sulla rete.

  • Sim

    Basta che uno la newsletter la richieda, sennò è una seccatura e nient’altro. Comunque gli strumenti che si hanno a disposizione è bene vengano usati tutti, specie se costano così poco. Probabilmente le newsletter per gli esercizi del settore dell’ospitalità turistica vengono considerate poco utili anche perché non dev’essere troppo alto il numero di persone che ritornano poi negli stessi posti; da questo punto di vista è più utile magari per le catene di alberghi, per le quali uno poi può rivolere gli stessi comfort e servizi in un’altra città.
    Però insomma, visto che costa zero è un’opportunità che sarebbe stupido non sfruttare, anche qualora il numero degli “abitudinari” dovesse essere limitato.

    Ciuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu

    • http://digitalmary.wordpress.com digitalmary

      Ciao Sim!!!!
      La newsletter deve essere richiesta, per quello sottolineavo il fatto che l’utente, se manifesta l’intenzione di ricevere informazioni attraverso questa modalità, probabilmente ha apprezzato il soggiorno ed è rimasto soddisfatto del servizio. Le iscrizioni potrebbero comunque essere incentivate all’interno della struttura”ricordando” agli ospiti la possibilità di registrarsi per ricevere offerte e notizie varie. Spesso gli hotel hanno una fetta di “abitudinari”, consumatori poco inclini al cambiamento ed “affezionati” (solitamente di una fascia di età medio-alta). Secondo me comunque la struttura ricettiva dovrebbe mantenere sempre un contatto vivo con il territorio e i suoi eventi, quindi dovrebbe agire direttamente nella promozione del territorio e dei suoi punti di forza anche mediante questo strumento; nella mia visione poi dovrebbe anche integrarsi e costituire partnership con gli altri esercizi commerciali del luogo (perché il mercato leisure è potenzialmente illimitato e si può spartire, se si incentiva il turismo ci sono benefici per tutti, mentre un discorso a parte vale per il settore business), ma mi rendo conto che adesso sto divagando troppo rispetto al discorso newsletter, pardon :).